Il primato alla formazione delle coscienze

Intervista a Giancarlo Zizola, msacchino anni ‘50

Domanda – cosa organizzavate come delegati studenti a Treviso? In che anni?

Risposta. Più che di organizzazione, parlerei di formazione. Siamo nei primi anni 50 e nella mia diocesi di Treviso si avvertiva la necessità  di seguire il cammino di Carretto e Rossi e don Paoli verso il primato della formazione spirituale delle coscienze, rispetto alla mistica della organizzazione di Gedda.
Comunque, ricordo il giornale studentesco Chiare e Tonde, fatto al ciclostile, partito da 30 copie e arrivato a una diffusione di almeno 200. Era il nostro strumento (artigianale) per comunicare una certa idea di giovani studenti nel mio liceo Canova dei Padri Cavanis a Possagno del Grappa,dove presiedevo l’Associazione Studentesca San Giuseppe Calasanzio. L’obiettivo dell’Associazione era un programma di qualificazione spirituale, di cultura religiosa,di scoperta e sviluppo di vocazioni personali,di educare alla libertà, precisamente gli obiettivi proposti dal presidente nazionale della Giac Mario V: Rossi. Nel giornalino affioravano accenti critici verso l’infantilismo della pietà  formalista e una certa eterodirezione clericale del “gregge”. Avevamo a cuore un bell’italiano e le istanze veritative da privilegiare. Iniziavamo a criticare
l’attivismo del clero che passava le giornate a costruire campi di calcio,cinema e oratori senza puntare abbastanza sulla formazione. Ricordo anche le prime esperienze di ritiri spirituali per studenti nella Casa del Sacro Cuore di Col Draga,alle falde del Grappa, con assistenti del calibro di Pietro Pavan (futuro cardinale) e don Arnoldo Onisto (futuro vescovo di Vicenza). Poi la intera ACI scelse di aderire alla tradizione spirituale che GS aveva istituito… facevamo tutto questo da laici, nella corresponsabilità  di cui si sarebbe
parlato con il Concilio Vaticano II. Nel 1953 la nostra associazione vinse il concorso nazionale “Veritas” di cultura religiosa e andammo a Roma a ricevere il premio dalle mani di Pio XII. Il quale mi esortò in
quell’occasione a Castelgandolfo, presente il presidente nazionale Mario Rossi e l’assistente generale mons. Sargolini, di insistere sulla cultura religiosa fra gli studenti,specialmente necessaria, sottolineò, per combattere non solo l’ateismo delle masse o per circoscrivere il cristianesimo superficiale dei più, ma anche i pregiudizi laicisti delle classi colte. Come ho scritto nella mia autobiografia “Santità  e potere” (Sperling&Kupfer,Milano 2009) quelle parole si inchiodarono nella mia mente e furono per me un’ispirazione costante.

D- come è entrato a far parte dell’Azione Cattolica Studenti? quali figure di responsabili conosceva?

R. La mia associazione studentesca, San Giuseppe Calasanzio, faceva parte della rete delle Associazioni interne,che operavano nei collegi cattolici numerosi nel territorio del trevigiano. Il nostro referente diocesano era Antonio Mazzarolli,una figura di spicco del mondo cattolico locale,con responsabilità
anche a livello di Consiglio Nazionale dell’Azione Cattolica e futuro sindaco di Treviso e senatore della Repubblica. Fu lui come primo delegato studenti della Giac a Treviso a gestire la riforma postbellica con il passaggio dalla suddivisione per classi di età  tra Aspiranti,Juniores e Seniores all’impostazione “alla francese”  per apostolato d’ambiente,con la suddivisione tra rurali,operai e studenti. Dopo di lui la figura istituzionale con cui tenevamo relazioni era Bepi  Marton delegato diocesano studenti dal 1950 al 1954,la data della crisi Rossi,molto traumatica,dato che sulla scia delle sue dimissioni fummo in molti dirigenti di
Azione Cattolica ( che contava 72.400 tessere nella sola diocesi di Treviso) a rassegnare le dimissioni.
Possiamo dire,con il supporto dei risultati delle ricerche storiche, che nella Gioventù Cattolica di Treviso si è
preparata un’intera classe dirigente ,operante a lungo nella politica,nei sindacati,negli enti locali. Su quegli anni vi invito a leggere il libro del prof. Ivano Sartor, La Gioventù Cattolica a Treviso, con un carteggio inedito di Antonio Mazzarolli con personalità  dirigenti della Chiesa e dell’Azione Cattolica. Vi si coglie dal vivo il travaglio della fase di trasformazione dell’Azione Cattolica da apparato trionfalistico di massa,come la
concepiva Gedda,ad organizzazione capace di interpretare le esigenze delle correnti innovative della Chiesa e della nuova società  che stava avanzando. E in particolare l’impegno anticipatore per liberare l’impegno
religioso dai compromessi con il potere politico, facendo spazio alla fede personale rispetto alle abitudini della cristianità  sociologica.
D- Avevate memoria della fondazione di GS nel 1946? e degli Studenti di ACI nel 1910?

R. Vi inviterei a rivedere le vostre date. A me risulta ( come emerge anche dalle carte pubblicate da Sartor) che fu solo alla fine del 1947, in una Due Giorni nazionale di Gioventù Studentesca,con la partecipazione di delegati di circa 40 diocesi,e sotto la presidenza di Carlo Carretto,che maturò la decisione di una nuova identità dell’apostolato studentesco. Mazzarrolli,che era presente a quell’incontro,tornò deciso a riformare
l’orientamento in diocesi,dove constatava con rammarico l’assoluta mancanza di un’organizzazione di
Gioventù Studentesca. Egli incontrò molte difficoltà  e resistenze prima di riuscire a realizzare l’impostazione perrami d’ambiente, incluso quello degli Studenti.

D. come racconterebbe ai msacchini di oggi le vicende Carretto e Rossi?
R. Ripeto quanto detto prima: il primato delle coscienze dei giovani rivolte a contribuire a una migliore presenza della Chiesa nel destino storico dell’umanità ,specialmente nel campo della cultura, sciogliendo i legacci con il potere politico,anche cattolico. Noi conoscemmo di persona Mario Rossi che nel 1953,volle venire a visitare la nostra Associazione a Possagno,in una delle ore più critiche e sofferte della
sua presidenza. Desiderava capire cosa pensassero i giovani cattolici di cui era il Presidente. Era uno che voleva confrontarsi direttamente. Negli anni dolorosi in cui si trovò a confliggere con la linea politica di Gedda, noi di Treviso decidemmo compatti di stare al suo fianco. Egli mi scrisse una lettera,che conservo tra i miei ricordi più cari,mettendomi in guardia dal pericolo di un ossequio interessato “dal potere politico alla religione” e incoraggiandomi a procedere nel lavoro per un modello di scuola “che forgia la personalità”. “Per questo -concludeva – la vostra testimonianza di un cristianesimo simpatico, sorridente, che impegna totalmente può creare i germi di piccole,provvidenziali rivoluzioni che oggi o domani si matureranno nel cuore dei vostri amici”.

D.- Lei è tra i maestri del giornalismo e dei vaticanisti. Quali insegnamenti ricevuti al MSAC le hanno fornito una guida per la sua professione?

R. Mi pare di poter dire senza tema di smentita che il titolo di “Chiare e Tonde” del mio primo giornalino in ciclostile, sia rimasto come ispirazione e letiv motiv costante della mia professione. Non ho mai rinunciato all’essenza etica del giornalismo,che è quella di fare domande e di non accontentarsi delle risposte,specie di quelle del potere.
D – Per la sua esperienza, come essere sale e lievito da cristiani nella scuola del XXI secolo?

R. Non sono io a dover rispondere. Il Papa e la Cei fanno benissimo a puntare sulla priorità dell’emergenza educativa, ma quante cose sarebbero diverse attualmente se alla nostra epoca i dirigenti della Chiesa avessero ascoltato e non rimosso le esigenze dei nostri studenti. Comunque, invito gli studenti del MSAC a
impegnarsi perché la scuola risponda alla qualità  delle esigenze della sua alta vocazione umanistica e si apra senza pregiudizi alle altre culture e religioni mondiali.

2 Commenti a “Il primato alla formazione delle coscienze”

  1. [...] Giancarlo Zizola, vaticanista di Repubblica, era stato msacchino negli anni ‘50, delegato diocesano studenti a Treviso. Ha partecipato alla scuola di giornalismo msacchina organizzata nel novembre 2010, durante la quale l’ultima mattina si era seduto a colloquio con noi per scambiarci sogni e prospettive su etica e giornalismo. É morto stamattina, dopo un malore mentre si trovava a Monaco di Baviera per seguire un convegno interreligioso organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. Di seguito il link alla sua testimonianza di ex msacchino sul blog del MOVI100 Il primato alla formazione delle coscienze [...]

  2. [...] ricordiamo riproponendo la sua testimonianza di ex msacchino che ha voluto lasciarci tra le pagine di questo blog nella quale, tra le altre [...]